By Camillo Galante Webmaster CastellammareOnline.com Jan 01, 2005
ERICE -- Quasi tetto del Mediterraneo, definita da Carlo Levi "l'Assisi del Mezzogiorno", adagiata su uno dei promontori più belli dell'Isola, spesso coperta da fitta nebbia ed immersa tra le nuvole anche nelle sere estive, questa è Erice. Città medioevale, città di pietra, dove storia mito e cultura si incontrano.Giù ai suoi piedi lo scenario lagunare delle saline, popolate da mulini a vento, dal versante opposto il golfo di Bonagia estendentesi fino a San Vito.
IL CASTELLO DI VENERE.
Poche e frammentarie le notizie che ci vengono tramandate del castello, dalla forma di immenso torrione.
Alla fine del 1100, epoca in cui il monte venne chiamato S. Giuliano, si parla della sua esistenza e, secondo l'Amari, sarebbe stato già abbandonato al tempo di Guglielmo il Malo (1154 circa).
Trent'anni dopo il castello sarebbe stato invece descritto da Jbn- Gjobair «tanto amorosamente vegliato».
Interessante la traduzione, fatta dall'Amari, della «relazione» di questo famoso viaggiatore saraceno il quale, pur essendo incantato della bellezza del luogo non potè vederlo che da lontano perché i gelosi normanni non ne permettevano l'accesso ai musulmani: «Assai vicino all'istmo di Trapani si eleva una grande montagna con sulla cima un picco sul quale sorge un castello unito alla montagna da un ponte. La conquista della Sicilia dipende da questa fortezza. I cristiani non permettono ai musulmani di penetrarvi e, si dice, le donne di questo luogo siano le più belle dell'isola (che Iddio le faccia divenire schiave, dei musulmani!) e al minimo rumore esse verrebbero rinchiuse nel castello e verrebbe, tagliato il ponte».
IL CASTELLO DEL BALIO.
Sul luogo ove forse le bellissime sacerdotesse di Venere intrecciavano le sacre danze dei riti, il castello è ancora circonfuso dalla eterna leggenda della Dea, che qui in Erice fu particolarmente adorata, e si compone di un gruppo di torri create al tempo dei normanni quali propaggini e difesa del grande castello da loro edificato sulle rovine del tempio.
Le belle torri restaurate e collegate, pur senza il fascino degli antichi tempi, si presentano oggi con l'aspetto di un vero e proprio castello medioevale, emergente con la sua agile struttura dalla nebbia (che in ogni stagione tanto spesso lo avvolge) quale favolosa visione che svanisce e riappare...
By Camillo Galante Webmaster CastellammareOnline.com Jan 24, 2002
CALATAFIMI SEGESTA -- Nella parte più occidentale della Sicilia, in quel triangolo splendido i cui vertici sono Segesta, Selinunte e la ventosa Erice,in un alternarsi di gole profonde, spianate erbose, colli sparsi di villaggi, arse pietraie e boschi arsi da fuochi
più o meno recenti, lasciata sulla destra la visione del massiccio dell'Inici e del Golfo di Castellammare, a chi da Palermo va verso Trapani,
appare improvviso in lontananza il tempio di Segesta, che
grandeggia misterioso tra i monti del deserto paesaggio: Le sue colonne s'ergono possenti, nitide, quasi intatte,
come forse furono 25 secoli or sono, quando il santuario
venne iniziato e non venne mai più portato a termine. Ora il colonnato
dorico si staglia severo e silenzioso a primavera nel
verde circostante. Segesta è silenzio,
solitudine, come la vicina Selinunte, di Segesta
implacabile nemica......
By Camillo Galante Webmaster CastellammareOnline.com Jan 24, 2002
CASTELLAMMARE DEL GOLFO -- Secoli di cultura e tradizione marinara sono racchiusi nella tonnara di Scopello; luogo incantevole, intriso di storia e di leggenda. Secondo fonti autorevoli, la pesca del tonno era praticata ancor prima dell'avvento dei romani e, nei pressi dell'attuale tonnara, si estendeva la mitica città di Cetaria, così chiamata per l'eccezionale abbondanza di pesci pelagici del suo mare. Di Cetaria e della sua tonnara, misteriosamente scomparse, oggi sappiamo poco, o quasi nulla. Gli storici sostengono che la tonnara venne ricostruita e riutilizzata dagli Arabi conquistatori i quali, tramandarono nei secoli questa nobile arte. L'ultima mattanza della tonnara di Scopello é avvenuta negli anni ottanta. La "Cialoma" (canto propiziatore dei tonnaroti per accrescere la loro forza nel tirare su le reti) echeggia ancora tra i magazzini che custodiscono le attrezzature e le barche, ancora in perfetta efficienza. Le abitazioni sono ancora come una volta, dignitose e confortevoli.
By Camillo Galante Webmaster CastellammareOnline.com Agosto 08, 2004
CASTELLAMMARE DEL GOLFO --- Importante appuntamento il 19 agosto prossimo a Castellammare del Golfo (TP), per la 6^ "Rievocazione storica dell'intervento prodigioso di Maria Ss. del Soccorso", in favore della Città nel 1718, che sarà realizzata con inizio alle 21.00, nello scenario naturale della Cala Marina. Lo spettacolo, della durata di due ore e mezzo circa, vedrà la realizzazione di sette quadri ed un prologo: (l'Arrivo del bastimento; la Battaglia; l'Invocazione; lo Sbarco; l'Apparizione; la Vittoria e la Gioia).
L'avvenimento. Era scoppiata la guerra tra Filippo V° Re di Spagna e Amedeo di Savoia per il possesso della Sicilia. Un bastimento spagnolo inseguito da cinque navi inglesi, venne a rifugiarsi sotto al Castello a mare, i cui proprietari e Governatori del piccolo borgo d'allora, nulla fecero per meglio celare le loro simpatie spagnoleggianti. Dal maniero alcuni imprudenti tiri di cannone più che salvaguardare il carico iberico, irritarono l'imponente artiglieria navale britannica che si mise a far fuoco a più non posso contro la Città e guadagnando la fuga verso altri porti soltanto alla visione della Venerabile del Soccorso (fin d'allora Patrona dell'abitato Castellammarese), apparsa dall'omonima cima del circostante Monte Inici, vestita di bianco e alla testa di un poderoso esercito Angelico scendendo verso la "Marina", implorata a gran voce per porre rimedio all'imminente pericolo.
La manifestazione coinvolgerà circa 700 volontari fra figuranti, coristi e collaboratori, e sarà prodotta dalla associazione "Nostra Principalissima Patrona". Regista della complessa macchina teatrale sarà ancora Baldo Sabella, sponsors ufficiali: il Comune di Castellammare del Golfo, la Provincia Regionale di Trapani, la New Eurofish e l'associazione "Emporium". Dato il notevole afflusso di apettatori previsti è consigliabile arrivare per tempo ed evitare di tentare di posteggiare i veicoli nel centro della cittadina. Maggiori delucidazioni saranno fornite contattando gli Uffici dell'Assessorato comunale al Turismo di Castellammare del Golfo ; info - line: 0924 / 592300 ; 592303 ; 592304 e 30217.
By Camillo Galante Webmaster CastellammareOnline.com Apr 12, 2004
CALATAFIMI SEGESTA --- Ritorna a celebrarsi dopo sette lunghi anni di assenza la Grande Festa del SS. Crocifisso di Calatafimi una delle più antiche e sfarzose celebrazioni religiose dell'intera Sicilia.
Proporzionata all'attesa la grandiosità e la ricchezza della manifestazione di quest'anno. I festeggiamenti avranno luogo dal 30 aprile al 3 maggio.
La competenza e la precisione nella lavorazione artigiana del ferro e dell'alluminio a Castellammare, Scopello, Guidaloca, Calatafimi Segesta, Alcamo hanno un solo nome: ditta artigiana F.lli Garofalo Via Molinello n.30 - 91014 Castellammare del Golfo (TP) (Sicily - Italia) Tel. & Fax 0924 31147 cell. 338 3698893 eMail garofaloinfissi@tiscali.it , sito internet www.garofaloinfissi.it