
Ex Chiesa del Carmine o dell'Annunziata
XII-XVII Secolo Calatafimi (Trapani)
Note storiche e descrittive
( a cura dell' Architetto Camillo Galante)
La ex Chiesa dell'Annunziata, comunemente detta del Carmine è ubicata sul ciglio di un costone roccioso nel centro storico del Comune di Calatafimi. Sul lato a Nord, a valle di tale costone corre la strada Provinciale che conduce all'abitato, da li' la copertura a cupola della tribuna dell'ex Chiesa, priva di ulteriori coperture induce nel visitatore immediate considerazioni circa la presenza araba in Sicilia.
E' certo, con i ruderi del Castello Eufemio, uno dei piu' antichi monumenti della Citta'.
Posta ai margini del quartiere Terravecchia sviluppatosi ai piedi della fortezza Eufemia, in posizione poco isolata, fù probabilmente una piccola moschea, o forse una antica madrasa, un luogo cio'e' di studio delle leggi coraniche.
Al subentrare della cultura cristiana a quella araba si fa risalire la prima trasformazione dell'impianto originario.
La strategia di controllo politico culturale, attuantesi attraverso la localizzazione nel territorio delle strutture degli Ordini Mendicanti in punti di particolare interesse, quale forse era quello dato dalla presenza di una cultura pagana succedutasi nella transizione dall'islamismo al cristianesimo, richiedeva una presenza forte sul piano istituzionale e semantico. E' quindi secondo alcune fonti del 1140 l'edificazione del convento attiguo dei PP. Carmelitani e la successiva trasformazione della antica moschea.
Intorno al XIV secolo la chiesa venne ampliata, allungandone due lati, mantenendo la parte coperta dalla cupola, e trasformandola in una chiesa ad unica navata delle dimensioni di circa ml. 26,00 x 13,00. La porta d'ingresso era rivolta a ponente ed aveva un portale a sesto acuto.
Si ha notizia di una minaccia di crollo nel 1574, verificatosi poi nel 1641. Pur tuttavia in seguito la chiesa fu restaurata ed arricchita di stucchi e dipinti barocchi:
Nel 1764, il crollo del tetto che ne copriva la navata ne decreto' il definitivo abbandono.
Nel 1785 sia la Chiesa che il Convento vennero rilevati dallo Stato. La chiesa venne venduta a privati che la trasformarono in magazzini e botteghe.
Le necessita' da soddisfare da parte dei nuovi proprietari, nel tempo hanno mutato, con superfetazioni e con demolizioni, l'intuibile bellezza del tutto, quale si rileva ancor oggi, dalla pulizia dell'impianto planimetrico, una volta rimosse le superfetazioni, e da alcuni particolari sopravvissuti all'incuria ed alle trasformazioni. Notevoli appaiono infatti le due finestre bugnate visibili in alto, dalla piazza Nullo, I due grandi archi, oggi visibili uno dall'interno e l'altro dalla strada a valle, alcuni affreschi assai deteriorati e gli stucchi presenti agli angoli della tribuna.
Gli interventi di restauro si impongono quindi con urgenza al fine di restituire alla citta' un monumento, dichiarato, gia' con nota N. 6195 dell'agosto del 1979 della allora Soprintendenza per i beni ambientali ed Architettonici della Sicilia Occidentale, di rilevante interesse storico-artistico ai sensi della Legge 1/6/1939 n. 1089.
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