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All’hotel Calampiso di San Vito lo Capo si sono ritrovati i vertici nazionali e regionali di Fare Ambiente, istituzioni e operatori economici per discutere sul modo in cui l’ambiente e l’ambientalismo possono essere un valore aggiunto per l’economia e per promuovere la riserva dello Zingaro. Vincenzo Pepe, presidente nazionale di Fare Ambiente, ha ricordato come «l’ambientalismo non deve dire di no a priori, bloccando lo sviluppo, ma bisogna ragionare sulle soluzioni». Salvatore Braschi, responsabile nazionale per Fare Ambiente delle aree marine protette ha sottolineato la necessità di «un assetto gestionale più flessibile per le aree marine protette». Tra gli intervenuti, Matteo Davide Salvatore Rizzo, sindaco di San Vito Lo Capo, Mario Pellegrino, sindaco di Custonaci, Vincenzo Bertolino, direttore della Riserva dello Zingaro, Daniela Lima, coordinatrice di Fare Ambiente Palermo. Per il coordinatore regionale Nicolosi «la “Risorsa Sicilia” va assolutamente valorizzata per permettere alla nostra regione di crescere socialmente, culturalmente e anche economicamente. Il Comune di San Vito è un esempio di come la natura possa essere utilizzata, in maniera sostenibile, per rilanciare l’economia e anche per creare occupazione». Il dibattito, moderato da Gianfranco D’Anna, vicedirettore Gr Parlamento Rai, ha coinvolto anche operatori economici come Giacomo Pappalardo, presidente delle cooperativa di pesca “San Vito” e l’esperto di turismo Maurizio Giannone: «Abbiamo delle grandi risorse – ha detto Giannone – ma occorre saperle valorizzare professionalmente, perché c’è grande competizione nel settore». Venerdì a Castellammare del Golfo la sessione scientifica della manifestazione, moderata da Girolamo Cusimano, direttore del dipartimento Beni culturali dell’Università di Palermo, con gli interventi di Marzio Bresciani, sindaco di Castellammare del Golfo, Dafne Floresta e Marilena Barbara, assessori comunali di Castellammare, Francesco Maria Raimondo, direttore del dipartimento di Scienze botaniche dell’Università di Palermo, Giuseppe Barbera, direttore del dipartimento Colture Arboree dell’Università di Palermo, Giovanni D’Anna del Cnr di Castellammare del Golfo, Guido Lo Porto, presidente onorario di Fare Ambiente Sicilia, Giuseppe Fausto Milillo, vicepresidente nazionale di Fare Ambiente Sicilia. "Siamo contro le trivellazioni che possono danneggiare le nostre coste: il timore che si possa ripetere quanto successo in Louisiana è molto forte. Lavoreremo su misure legislative per fare in modo che tutto ciò non accada nelle nostre terre", ad affermarlo è stato il senatore Antonio D’Alì, presidente della commissione Ambiente del Senato, intervenendo alla terza giornata della manifestazione “Paradisi di Sicilia” organizzata da Fare Ambiente Sicilia, presieduta da Nicolò Nicolosi. "Questo territorio – ha detto D’Alì all’Hotel Calampiso di San Vito lo Capo – ha saputo valorizzare le proprie caratteristiche realizzando una politica di eccellenza nel settore turistico. Per esempio San Vito lo Capo è il Comune col più alto reddito pro capite della provincia e con i più alti depositi bancari. Eppure ha mantenuto un equilibrio tra il flusso di turisti e la tutela dell’ambiente. Questo perché 30 anni fa si è detto no alla nascita di una strada, dicendo sì, invece, alla nascita della riserva dello Zingaro, così come si è detto no negli anni Novanta alle trivellazioni tra Isola Lunga e Favignana e alla raffineria nella Piana di Macari: sarebbero stati un forte deterrente per i turisti a venire in queste aree e non avrebbero permesso al territorio di sviluppare la propria vocazione". Il senatore D’Alì ha anche parlato del lavoro svolto negli ultimi giorni dalla commissione che presiede: «Abbiamo fatto numerose audizioni con gli amministratori siciliani sul tema dell’istituzione dei parchi nazionali in questa regione. Sono molto preoccupato perché c’è scarsa informazione sull’argomento, anzi spesso ci sono atteggiamenti ostili. Unici ad avere atteggiamenti positivi sono gli amministratori del Trapanese che già hanno sperimentato i vantaggi derivanti dai sistemi di protezione dell’ambiente".
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