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Le Tonnare del Golfo di Castellammare
Il Mediterraneo e le Tonnare
Città di mare, Città di terra
La Tonnara di Scopello
La Tonnara di Capo Passero
Le Tonnare Oggi
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Le Tonnare oggi
Il tonno è un animale che vive nell'Atlantico e che nel periodo della riproduzione migra attraverso lo Stretto di Gibilterra verso il Mediterraneo.
In questo periodo i branchi seguono le correnti e dal freddo Oceano si portano nel più tiepido Mediterraneo per deporre e fecondare le uova.
La femmina nuota in profondità , sopra cinque o più maschi la seguono, pronti ad eiettare il loro
seme non appena la nuvola lattiginosa delle uova si spande nell'acqua.
I branchi costeggiano la Spagna, le Baleari, la Sardegna qui si dividono e una parte si dirige verso l'Elba, un'altra scende verso la Sicilia .
Costeggiando la costa tirrenica vanno da Capo Lilibeo a Capo Peloro, per poi scendere verso Capo Passero. Quindi risalgono e si dirigono verso la Puglia e la Campania, costeggiando la Calabria nei due versanti ionico e tirrenico.
Quindi tornano indietro, si immergono e se non vengono catturati ritornano nell'Atlantico.
Il Tonno Rosso (Thunnus thynnus) è per le sue elevate caratteristiche nutrive una importante risorsa alimentare. La sempre maggiore richiesta del mercato, (la carne è molto apprezzata dai giapponesi ed è uno degli ingredienti fondamentali del sushi per il quale viene utilizzato crudo), e l'elevato prezzo raggiunto , negli ultimi anni ne rendono sempre più interessante sul piano economico la cattura, tanto interessante che la cattura essendo estesa agli esemplari più piccoli ha suscitato l'interesse internazionale per la salvaguardia e conservazione della specie. Puntare
sull'allevamento di specie ad elevato valore commerciale, diversificando la produzione,
e migliorando la qualità del prodotto è uno degli obbiettivi da raggiungere
della moderna acquacoltura italiana.
L'allevamento in gabbie localizzate in prossimità dei tratti di mare in cui venivano calate le tradizionali tonnare consente di recuperare posti di lavoro persi in seguito all'abbandono della tradizionale attività di pesca e di prolungare il periodo della tonnara, che solitamente era di 3 mesi, portandolo almeno a sei con benefiche ricadute occupazionali.

Così oggi affacciandosi dal belvedere di Castellammare del Golfo, in prossimità del "Pedale" (il luogo cui si ancorava la tonnara di
Castellammare), nella seconda metà dell'anno è possibile scorgere sul mare delle strane giostre galleggianti e delle barche di diversa grossezza con uomini al lavoro.
Si tratta di una "Tuna Farming", costituita da sei gabbie, di 50 metri di diametro e 30 di profondità che da maggio a dicembre ospita quasi cinquemila tonni, controllati ogni giorno dai sub che ne controllano il comportamento e l'eventuale insorgenza di anomalie. In realtà ciò che viene definito come "allevamento di tonno rosso" non è propriamente tale, infatti il preziosissimo pesce catturato in mare aperto viene trascinato lentamente fino all'allevamento e giunto a Castellammare del Golfo sistemato nelle gabbie.
Qui
viene alimentato, secondo criteri scientifici per sei mesi, con l' intento di farlo ingrassare in cattività in modo "naturale" avvalendosi di speciali "tabelle dietetiche" che li aiutano a riprodurre, in gabbia, le stesse quantità di grasso che avrebbero se fossero in libertà, infine tra novembre e dicembre viene pescato, macellato con particolare tecnica, congelato e spedito sui mercati internazionali.
Il progetto, è frutto di una partenership tra diverse aziende:
una alcamese (Ittica del Golfo), una marsalese (New eurofish) che ne ospita una giapponese e una spagnola (Ricardo Fuentes e Hijos).
Questo business però, pur positivo sul piano occupazionale ed economico, ed
inquadrabile per certi aspetti nell'ambito dei processi di sviluppo sostenibile, rischia di trasformarsi nel colpo di grazia per una specie già in declino,
se non vengono controllati a livello di organismi internazionali i limiti di
sostenibilità al fine di evitare il possibile collasso della specie con inevitabili conseguenze sull'intero equilibrio della catena
biologica.
Infatti oggi operano più di 18 impianti in diverse località, Spagna, Croazia, Messico, Malta, Giappone e Italia,
i quali nel 2001 hanno prodotto circa 20.000 tonnellate di prodotto, 6.400 in più rispetto al 1999.
A tal fine il Wwf ha chiesto agli organi internazionali e all'Unione europea una moratoria dello sviluppo di ulteriori allevamenti di tonno nel Mediterraneo fino a un'effettiva regolamentazione a livello nazionale e
internazionale.
 Un rapporto dal titolo "The Tuna Ranching Intelligence Unit - September 2004" a cura della' A.T.R.T., (Advanced Tuna Ranching Technologies), ditta spagnola operante nell'ambito delle tecnologie per la pesca e l'allevamento sostenibile, è stato diffuso in rete alcuni giorni fa. Il rapporto in 48 pagine in formato PDF, ricco di dati e notizie sulla produzione e commercializzazzione del tonno denuncia l'insostenibilità, a causa della mancanza di gestione, di uno stock, quello del tonno rosso Mediterraneo, fortemente sovra sfruttato, e ormai prossimo all'estinzione commerciale. Non manca nel rapporto una sezione sull'impianto di allevamento di tonno rosso al largo di Castellammare e sulla New Eurofish s.r.l. Il Rapporto denuncia l'overfishing, cioè l'eccessivo sfruttamento degli stock di tonno rosso del Mediterraneo. Infatti secondo il rapporto, dal 2002 al 2004 la quantità di tonno prodotto con questo sistema è aumentato nel Mediterraneo da 14.620 a 22.500 tonnellate, e sempre nel Mediterraneo è aumentato di quasi il 50% nel 2003, fino a raggiungere le 21.000 tonnellate, quantitativo ritenuto del tutto incompatibile ad assicurare la conservazione della specie. Lo studio effettuato da A.T.R.T. denuncia inoltre numerose illegalità nelle pratiche di pesca al tonno che violano le regole attuali su trasporto, imbarco, commercio.
Il WWF nel commentare il rapporto fa notare l'incongruenza della Legislazione europea che permette alle «fattorie del tonno» di beneficiare dei sussidi (4 milioni di dollari dal 1997 ad oggi distribuiti a Francia, Grecia, Italia e Spagna) spettanti all'acquacoltura, quando è evidente che questo tipo di industria non ha nulla a che vedere con l'allevamento in quanto i tonni vengono catturati allo stato selvatico per essere quindi ingrassati in spazi ristretti. Nel 2002, secondo l'ultimo rapporto del WWF su questo sistema di pesca nel Mediterraneo, l'Italia ha esportato verso il Giappone 2.600 tonnellate di tonno, delle quali 1.600 prodotte dai due impianti esistenti: Castellammare del Golfo e Salerno. In totale le imbarcazioni italiane impegnate nella pesca del tonno sono 92, l'86% delle quali cattura per le «fattorie del tonno» (4.700 tonnellate pescate nel 2002).
Il rapporto A.T.R.T è disponibile qui (9,51 Mb)
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