Le Tonnare del Golfo di Castellammare


Il Mediterraneo e le Tonnare

Città di mare, Città di terra

La Tonnara di Scopello

La Tonnara di Capo Passero

Le Tonnare Oggi







Il Mediterraneo e le Tonnare


La cultura e la storia del bacino del Mediterraneo hanno rilevanti punti in comune con la pesca del tonno e la lotta dell'uomo per catturarlo. 
Le apparecchiature apprestate, i riti, le modalità e le simbologie che ne derivano sono definibili quasi come metafore ,dei commerci, degli scambi ,delle migrazioni da una terra ad un'altra, e della fondazione delle città . 

Le origini della pesca del tonno sono antichissime. 
Testimonianze grafiche ci vengono dalle incisioni e dalle pitture rupestri presenti in alcune grotte dell'isola e risalenti al quaternario. In quell'epoca le tecniche di pesca erano rudimentali e probabilmente si limitavano ad atti per la deviazione dei branchi verso la costa dove con selci ed ossa appuntite fissate a lunghi bastoni venivano catturati. 
I Fenici avevano organizzato un centro marinaro di lavorazione del pesce a Cadice. 
I Greci tenevano delle vedette sugli scogli nel periodo del passaggio dei branchi, ed all'avvistamento scendevano in mare e qui una volta circondato il branco, calavano velocemente le reti dell'altezza di alcuni metri. 
In epoca bizantina precise disposizioni di legge vietavano la pesca intorno agli impianti privati delle tonnare. 

E' agli Arabi , i quali perfezionarono e diffusero in Sicilia, ma anche in Africa e in Spagna il sistema delle reti fisse divise in camere e collocate in modo tale che il tonno fosse guidato attraverso le varie camere fino alla camera finale, che può farsi risalire la nascita della tonnara così come oggi la intendiamo. 
I Normanni infine nel XI secolo regolarono giuridicamente le tonnare in relazione ai diritti regi. 
Gli antichi stabilimenti per la lavorazione del pesce e del tonno in particolare, ubicati spesso in prossimità delle saline erano già numerosi. 
La conservazione del tonno sotto sale discendeva dalla necessità di non far deperire l'eccedenza che era impossibile consumare fresco. 

La pesca del tonno costituisce e rappresenta la sintesi migliore tra economia marinara, produzione ittica in senso stretto e l'economia dei litorali, caratterizzata dall'insieme dei servizi e degli impianti necessari alla lavorazione, conservazione e distribuzione del pescato. 
La diffusione degli impianti fissi di pesca e delle azioni ad esse collegate con modalità simili nell'intero bacino mediterraneo le identifica come uno dei possibili fattori unificanti della cultura storica e materiale della produzione europea.



Città di mare città di terra

Già Oppiano di Cilicia nel III libro del trattato De piscatione nel II secolo d.C. descrive nel dettaglio le operazioni di pesca con reti fisse del tonno, e la tonnara che "come la città ha porte, ricetti, profonde gallerie e atri e corti". 

La Città - Tonnara è fondata ogni anno dal re (il Rais) che nel luogo della "passa" nel periodo degli amori ne fissa gli assi fondamentali , il recinto, la porta , il centro. Lunghissime reti vengono allora fissate al fondo con un grande numero di ancore e ormeggi, a formare pareti (calatu), delle quali solo una linea sottile emerge dall'acqua (summu), da ciurme di decine di lavoranti ,per il breve periodo compreso tra il calo delle reti e la mattanza . Le Tonnare in Sicilia a fine 800'  

Negli ultimi decenni la tonnara tradizionale siciliana costituita da molte camere e molte porte aventi lo scopo di trattenere più a lungo i tonni ed impedirne quindi la fuoriuscita, pur nell'ambito dell'estremo conservatorismo della cultura dei pescatori in genere e in particolare di quella èlite costituita dai rais, in alcuni casi si è evoluta accettando i concetti della tonnara spagnola soprattutto impiegata nell'ex Marocco spagnolo atlantico, nella quale la tenuta dei tonni entrati viene assicurata da una bocca a nassa e le operazioni di mattanza sono effettuate a tempi ravvicinati. 
Se tutto è stato fatto con perizia e se il fato li assiste , gli stessi uomini procedono dopo qualche giorno alla mattanza, all'arpionamento dei grossi pesci, che con un complicato sistema di sollevamento delle reti vengono spinti a galla. 

A terra invece le esigenze diverse e mutevoli del rimessaggio, dell'approntamento delle reti, della lavorazione, hanno dato luogo a complessi di edifici che nello schema planimetrico confermano prevalentemente la cultura siciliana del Baglio. 
E se le più antiche o meglio quelle già non produttive nell'ottocento erano cresciute nel tempo per addizioni rispondenti alle necessità del momento, le tonnare ancora attive nell'ottocento vedono sempre più affermarsi razionalizzazioni dei processi produttivi che ove possibile portano a ristrutturazioni ed ampliamenti in chiave funzionalista pre-moderna. 
In tali edifici le carcasse degli animali venivano sospesi a grossi uncini e messi a sgocciolare. 
Si procedeva quindi allo sventramento, al sezionamento e alle successive fasi di lavorazione delle diverse parti.

I diversi trattamenti danno luogo oltreche al normale tonno sott'olio quale ancora oggi conosciamo proveniente dalle lavorazioni industriali , a prodotti definibili oggi di nicchia conosciuti ed apprezzati già nel 1700 e 1800 come testimoniato dagli scritti dei numerosi viaggiatori stranieri arrivati in Sicilia per gustarne le "bellezze e le stramberie" . 
Tra i derivati sott'olio dalle parti pinnali era ricavata la "buzzonaglia", di colore scuro, dalla schiena la "tonnina", dal ventre la "ventresca" e il "tarantello". Tra i derivati sotto sale il "lattume" e le ovaie ed infine essiccate le uova.


 


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tonni e tonnare   il tonno e la tonnara

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