Siti arabi del bacino del Kaggera |
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Al-Madarig (Castellammare del Golfo) | Calat Yub (Calatabo) | Al-Qamaq (Alcamo) | Al Hammaq (Castello dei Bagni) | Benifati (Bonifato) | Calatabarbaro (Segesta) | Calat-Al-Fimi (Calatafimi) |
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E' popolo misterioso quelllo Elimo, sulla cui origine autoctona o orientale ancora gli storici si dividono seppure sembri comunque assodata l'origine non greca e che tale origine sia stata alla base della rivalità continua con Selinunte cui probabilmente impediva lo sbocco nel Tirreno. Si ritiene che i primi scontri tra
Segesta e Selinunte risalgano al 580 - 576 a.C. Altro episodio noto è quello del 454 a.C.
e del 415 a.C.risoltosi in un disastro. Prima alleata di Agatocle, fu quindi
dallo stesso Agatocle distrutta e circa diecimila dei
suoi abitanti furono passati per le armi. Rinasce e si allea di nuovo con Cartagine, ma all'inizio della prima guerra punica è lesta a passare dalla parte dei romani ed ancora una volta fu assediata (260 a.C). ma la prontezza nella scelta di campo gli valse la concessione di privilegi ed un trattamento di rispetto. Nel 104 a.C. una rivolta di schiavi guidati da tale Atenione parte da Segesta. Il suo territorio fu teatro delle malefatte di Verre, si ritiene che infine sia stata distrutta dai vandali, e che rinata in parte sia stata ulteriormente distrutta in data imprecisata.
Il tempio, è senza alcun dubbio il più
noto tra i monumenti , in ragione della sua propria
bellezza, ma anche dello scenario naturale in cui è
inserito, agavi, ginestre, cui fa da quinta il Bosco
della Pispisa. Pare sia stato costruito nel V secolo a.C.
in data anteriore alla richiesta di aiuto da parte dei
segestani ad Atene, ed a Cartagine, vi è chi sostiene
che si tratti di un'opera incompiuta, ed altri che
sostengono trattarsi di un peristilio per un qualche
culto all'aperto, da parte della popolazione non greca di
Segesta. Tempio e teatro sono i monumenti più
noti, ma non sono gli unici, nel tempo altri notevoli e
non meno importanti resti sono venuti alla luce, quali il
cosiddetto Santuario di Contrada Mango. Più di recente un notevole impulso
agli scavi è venuto dalla Soprintendenza di Trapani in
collaborazione con istituti universitari, che avvalendosi
di sofisticate tecniche di ripresa aerea hanno portato al
rinvenimento nei pressi del Teatro di edifici di epoca
Arabo-Bizantina, e quindi delle diverse cinte di mura ,delle
Porte della Città e del sistema di viabilità. (Ricerche e redazione
Architetto Camillo Galante |
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