Arab Mills and Irrigation System in the Mediterranean Basin:
Study, Documentation and Protection

     
COMMISSIONE EUROPEA
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Siti arabi del bacino del Kaggera


Al-Madarig (Castellammare del Golfo)  |   Calat Yub (Calatabo)  |   Al-Qamaq (Alcamo)  |   Al Hammaq (Castello dei Bagni)  |   Benifati (Bonifato)  |   Calatabarbaro (Segesta)  |  Calat-Al-Fimi (Calatafimi)


Calat Yub (Calatubo)

 

Il sito per la sua posizione paesaggistica era, prima della costruzione dell'Autostrada Palermo- Mazara che quasi lo lambisce da nord, uno dei luoghi più suggestivi di questa parte dell'isola.

Dell'antico fortilizio posto su di una alta rupe a guardia del torrente Finocchio, e che secondo lo Scuderi potrebbe risalire ad età bizantina, non rimangono oggi che pochi ruderi limitati alla cinta muraria esterna e a parte dei vani interni.

Abitato sin dalla preistoria seppure con fasi di abbandono e rioccupazione verrà stabilmente occupato solo a partire dalla tarda età imperiale.

Intorno alla metà del X secolo e soprattutto al secolo successivo è da ritenere si abbia un consistente incremento demografico e la realizzazione di strutture difensive in appogio a quelle naturali.

Idrisi nel suo "Libro di Ruggero" dice di Calatubo : "è una robusta fortezza.... in questa località esiste una cava da cui si tagliano le pietre per mulini azionati ad acqua e per quelli di altro tipo detti persiani".

Sulla riva opposta del torrente finocchio, lungo il terrazzo marino di calcarenite conchiglifera su cui sorge il Baglio Manostalla, si aprono le grotte Chiarelli. Tali grotte in realtà non sono naturali, ma frutto dell'attività estrattiva nei secoli dell'uomo ed è probalile che ad esse si riferisse Idrisi.

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