Siti arabi del bacino del Kaggera |
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Al-Madarig (Castellammare del Golfo) | Calat Yub (Calatabo) | Al-Qamaq (Alcamo) | Al Hammaq (Castello dei Bagni) | Benifati (Bonifato) | Calatabarbaro (Segesta) | Calat-Al-Fimi (Calatafimi) |
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Il tessuto edilizio di Calatafimi
risente per larga parte della presenza araba, ed Edrisi
nel 1154 nel "Libro di Ruggero" scrive:
"...è castello antico, (anzi) primitivo e
fortilizio niente sgradevole. Ha un borgo popolato,
terreni arabili, alberati, ma poche acque scorrono nei
dintorni.....". Nei secoli seguenti Calatafimi fù
parte della Contea di Modica. Il Castello fu dimora dei governatori della città nel periodo in cui la stessa fu demaniale, poi sede delle compagnie d'armi e carcere giudiziario . Persa tale destinazione nel 1868 l'abbandono e le manomissioni conseguenti alla realizzazione delle vasche dell'acquedotto ne hanno segnato per più di un secolo il declino con conseguenti crolli di buona parte delle diverse fabbriche. Ne rimanevano fino a pochi anni fa, i resti delle due torri, i muri di mezzogiorno e di ponente , i locali già adibiti a carcere, alcuni magazzini. Più di recente è stato in parte restaurato. (Ricerche e redazione
Architetto Camillo Galante |
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